Morto Stefano Ganci, il superkiller di Cosa Nostra

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Morto Stefano Ganci, il superkiller di Cosa Nostra

E' morto per un infarto il boss mafioso Stefano Ganci. Era stato condannato a vita per aver partecipato agli eccidi che portarono all'uccisione del consigliere istruttore Rocco Chinnici (1983) e del vicequestore Ninni Cassarà (1985). La procura ha disposto l'autopsia, per fugare ogni dubbio, anche perché il boss aveva 55 anni ed era uno dei superkiller di Cosa nostra che conservava molti segreti sulla stagione delle stragi mafiose. La salma lascerà la città emiliana per la Sicilia nei prossimi giorni.

Ganci era il figlio di Raffaele, capo del mandamento della Noce, pure i suoi fratelli Mimmo e Calogero erano dei killer, anche se il secondo è poi diventato collaboratore di giustizia. Difatti, fu proprio lui a svelare i tanti dei segreti di famiglia.

Il 18 settembre 2008 la prima sezione penale della Corte di Cassazione presieduta da Edoardo Fazioli ha confermato la sentenza della Corte d'Assise d'Appello di Catania, che nel 2006 aveva condannato il boss di Cosa nostra che, insieme a Totò Riina, avevano voluto e organizzato le stragi di Capaci e di via d'Amelio del 1992. Affiliati alla cosca della Noce, i Ganci (c'è anche l'altro fratello, Domenico) sono sempre stati strettamente legati ai Corleonesi di Riina. I Ganci, ufficialmente titolari di alcune macellerie, fra via Lancia di Brolo e via Francesco Lo Jacono, custodivano la latitanza del capo dei capi, ed erano anche il suo gruppo operativo, come hanno raccontato i pentiti.

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